Intervista alla chef Monica Travini

Adoro vedere le donne che inseguono i propri sogni. In molti ambienti, purtroppo, ancora oggi vige una sorta di maschilismo consuetudinario dove vedere il gentil sesso lavorare gomito a gomito con i colleghi maschi è raro. Anche nel mondo della cucina e della ristorazione le donne che spiccano sono ancora poche, ma si intravedono spiragli di luce nel buio. Uno di questi si chiama Monica Travini: classe 1990, bellissima e con la passione per la pasticceria e le pizze Gourmet. Talent italian chef 2018-19 e una carriera tutta in ascesa.

Facciamoci una chiacchierata!

Iniziamo dalle origini: hai sempre sognato di diventare una chef o è una passione nata per caso?

Inizialmente mi appassionava il mondo dell’arte. I miei studi son partiti dal liceo artistico per proseguire all’accademia di belle arti. L’interesse per la pasticceria e i lievitati, in particolare la pizza, si sono sviluppate nel tempo grazie all’attività di famiglia e alla conoscenza con professionisti del settore che mi hanno trasmesso la loro passione.

Hai frequentato corsi professionali o scolastici in cui hai imparato a cucinare?

La passione crescente mi ha portata a frequentare parecchi corsi di formazione e tuttora continuo ad aggiornarmi e a studiare. I più significativi per la mia crescita sono stati “panettone e grandi lievitati” con il maestro Giorilli e “l’università della pizza” al Mulino Quaglia. Mi hanno permesso di capire la strada da percorrere.

Chi è il tuo guru della cucina, da cui trai ispirazione?

In realtà non ne ho uno in particolare. Seguo Luca Montersino per il suo essere trasversale in tutti i campi dell’ambito della cucina. Renato Bosco e Gabriele Bonci per quanto riguarda la pizza, diverse ottiche e concezioni per arrivare all’eccellenza del prodotto. Cedric Grolet in pasticceria ma anche Nicholas Bacheyre, Emmanuele Forcone e Iginio Massari.

Consiglieresti questa professione, anche se comporta sacrifici?

Credo che come ogni scelta vada fatta con il cuore, devi sentirlo dentro di te! Questa è la strada che voglio percorrere, che sento adatta a me. Difficoltà e gratificazioni comprese.

Parlando di dolci: sei una tradizionalista o segui anche l’onda del momento, ovvero ricette adatte a intolleranti, vegani, senza burro, senza uova, senza glutine?Credo che attualmente la pasticceria stia andando oltre. L’era dei “senza” è superata. Ora, a mio avviso, si punta ad abbassare la quantità di zucchero all’interno delle ricette. Si sperimentano dessert alle verdure, al tartufo, Si prediligono i contrasti, sale alla ribalta il gusto acido. È un’evoluzione continua.

Ci lasci una tua ricetta?

Certo, la mia Sbrisolona Mantovana!

INGREDIENTI:

  • 400 grammi di farina debole
  • 400 grammi di farina gialla di storo (farina di mais)
  • 6 g. di sale
  • 10 g. di lievito baking
  • 400 g. di zucchero semolato
  • 400 g. di burro fresco a dadini
  • 2 bacche di vaniglia
  • 110 g. di tuorli
  • 400 g. di mandorle con buccia ( intere e a pezzi)

PROCEDIMENTO:

Impastate il burro freddo a dadini con le farine e la polpa della vaniglia, inserite zucchero, sale e lievito, quindi gradualmente i tuorli sino ad ottenere la consistenza desiderata. Inserite a mano le mandorle a pezzi. Disponete l’impasto sbriciolato all’interno delle tortiere e sistemate le mandorle intere sulla superficie della torta. Cuocete a 170° per 20 minuti, poi a 140° per altri 40 minuti e infine altri 30 minuti a 100°.

Pubblicato da valentinarasoli

Mi chiamo Valentina, le passioni della mia vita sono il cibo, i viaggi e l'eleganza in ogni sua forma. Cucinare mi rende felice, così come mangiare e scoprire nuovi posticini per assaggiare ogni tipologia di cucina. Viaggiare per me è come un'avventura, un'esperienza. Ogni cultura è un patrimonio che va scoperto e approfondito, soprattutto quello enogastronomico. Adoro i prodotti del territorio, e le tradizioni legate ad ogni piatto. Sono un'esteta, e adoro tutto ciò che mi fa brillare gli occhi. Sono laureata in giurisprudenza, anche se non è stata la mia strada; mi occupo di marketing per una nota azienda di prodotti alimentari. Scrivo su Ready, una rivista di cultura ecologica, dove curo una mia rubrica dal nome "Food&TheCity".

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