Crostata Ferrero Rocher

Tempo: 60 minuti

Qualche anno fa il mio medico ipotizzò per me (tra le tante!) anche un’ intolleranza al cacao. Il mondo mi crollò letteralmente addosso. Ricordo che uscita dall’ospedale dopo le analisi mangiai un’ intera confezione di cioccolatini Ferrero Rocher, dicendogli addio (rischiando il coma ipoglicemico). Fortunatamente i risultati furono negativi e io molto felice ne mangiai altri per festeggiare… ovviamente!

La mia crostata super cioccolatosa ricorda molto il sapore dei famosi cioccolatini, per la presenza delle nocciole piemontesi che ho aggiunto alla frolla e nelle crema al cioccolato, e vi dico che il risultato è spettacolare.

Ho usato il burro, non giudicatemi… provatela 😉

Ingredienti:

Per la frolla:

2,5 bicchieri di farina 00

  • 125 grammi di burro
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 100 grammi di nocciole sgusciate
  • 2 uova

Per la crema:

  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 100 grammi di cioccolato al latte
  • 3 cucchiai di latte o panna da montare

Procedimento:

In una terrina versate farina, uova e zucchero. Lavorate con una forchetta e aggiungete metà delle nocciole tritate grossolanamente e in seguito formate una palla a mani nude, liscia e omogenea. Riponete in frigorifero per 20 minuti.

Nel frattempo sciogliete a bagnomaria il cioccolato con il latte (panna) aggiungendo un quarto cucchiaio se la crema si è asciugata troppo.

Imburrate una tortiera per crostate, e stendete la frolla formando una leggera conca al centro, bucherellandola con una forchetta. Spalmate la crema al cioccolato e ricopritela con il resto delle nocciole tritate. In forno per 25 minuti a 180 gradi e godetevela tutta!!!

Chiome pronte al 2020..anche nel colore: con il Mushroom Blonde

Il 2020 è alle porte, e anche nel mondo “hairstyle” c’è aria di cambiamento e di un ritorno all’effetto naturale, con una soluzione innovativa: il Mushroom Blonde, né biondo né castano. Un ibrido adatto a chi vuole dare una ventata di aria fresca al proprio castano o biondo scuro con un effetto che si ispira letteralmente alle lamelle dei funghi.

È il colore perfetto per chi cerca un forte contrasto tra il proprio tono naturale e sfumature platino, evitando le invadenti colorazioni classiche. La differenza tra il Mushroom Blonde e altre colorazioni simili è il contrasto tra la base marrone e le ciocche più chiare che, partendo dalla base, incorniciano il viso, illuminandolo.

Questo effetto si adatta anche a molte acconciature, creando un movimento morbido dato dal forte effetto cromatico.

Nei saloni degli hairstylist che dettano le mode se ne parla già e si preannuncia un effetto virale… io me ne sono innamorata e ho voluto provarlo! La mia base naturale è un biondo scuro cenere, e l’effetto ottenuto è pazzesco!

Tripadvisor.. Yes? Or no?

Quando si parla di recensioni si pensa subito alla famosa piattaforma che racchiude milioni di opinioni su viaggi, alberghi, ristoranti e varie attività. Tutti la conosciamo e per molti (moltissimi) è diventata ormai una sorta di Bibbia, un guru telematico a cui affidare il futuro delle proprie vacanze, dei pasti fuori casa e di tante disparate attività.

Per scrivere una recensione su Tripadvisor è necessario dichiarare che questa è unicamente frutto della propria esperienza personale, e che non si ha alcun rapporto professionale o commerciale con il recensito né, tanto meno, si è stati pagati per scrivere la stessa.

Ed è qui che vorrei soffermarmi : “esperienza personale“ . Ognuno è libero di esprimere la propria opinione e la libertà di pensiero è insindacabile, ma siamo proprio sicuri dell’attendibilità delle opinioni che leggiamo ogni giorno? La loro influenza è sana e concreta o è solo frutto di consumatori sconosciuti il cui curriculum di vita non è menzionato in nessun angolo del web?

La sottile linea tra oggettivo e soggettivo diventa ancora più fine quando ignoranza, rancore ed euforia intervengono, per non parlare dei cosiddetti “gufo”. Ossia profili falsi che scrivono recensioni fitte di calunnie e maldicenze nei confronti dei soggetti presi di mira.

Anche le guide più famose si fondano su recensioni e opinioni, operate però da professionisti che hanno criteri specifici e retti da studi ben articolati.

Gratius ex ipso fonte bibuntur aquaer, verrebbe da dire.

Ovvero: “L’acqua si beve più volentieri se la li attinge dalla fonte”…

Siete d’accordo?

Crostata doppio strato marmellata di pere e cioccolato

Tempo: 60 minuti

“Al contadino non far sapere, quant’è buono il form… cioccolato con le pere” .

Caro contadino, la vuoi una fettina della mia crostata? Uno strato di marmellata di pere (fatta da me) e uno strato di cioccolato fondente, in una frolla senza burro morbida e profumata.

Coraggio, mani in pasta!

Ingredienti:

  • 125 grammi di farina di 00 (1 bicchiere)
  • 125 grammi di farina di riso
  • 1 uovo e 1 tuorlo
  • 1 pizzico di sale
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • 6 cucchiai di olio di riso
  • 1 cucchiaio di lievito
  • Marmellata di pere
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 2 cucchiai di latte o bevanda vegetale

Procedimento:

In una terrina unite le uova, lo zucchero, l’olio e il pizzico di sale e mescolate. Unite pian piano la farina e il lievito, trasferite su un piano infarinato e con le mani formate una palla liscia (sarà pronta quando non appiccicherà più alle mani), quindi dividetela in 3 parti. Stendete una parte con un matterello e trasferitela in una tortiera per crostate, bucherellatela con una forchetta e farcite con la marmellata (senza esagerare). Stendete anche la seconda parte e nel frattempo sciogliete il cioccolato fondente aggiungendo il latte e formando una crema liscia. Trasferite la seconda frolla coprendo con delicatezza la marmellata e farcite con la crema al cioccolato. Con la terza parte usate la fantasia e decorate a piacere: io consiglio sempre per le crostate l’utilizzo di stampini per biscotti. Infornate per 25 minuti a 170/180 gradi.

Una bomba!

Intervista alla chef Monica Travini

Adoro vedere le donne che inseguono i propri sogni. In molti ambienti, purtroppo, ancora oggi vige una sorta di maschilismo consuetudinario dove vedere il gentil sesso lavorare gomito a gomito con i colleghi maschi è raro. Anche nel mondo della cucina e della ristorazione le donne che spiccano sono ancora poche, ma si intravedono spiragli di luce nel buio. Uno di questi si chiama Monica Travini: classe 1990, bellissima e con la passione per la pasticceria e le pizze Gourmet. Talent italian chef 2018-19 e una carriera tutta in ascesa.

Facciamoci una chiacchierata!

Iniziamo dalle origini: hai sempre sognato di diventare una chef o è una passione nata per caso?

Inizialmente mi appassionava il mondo dell’arte. I miei studi son partiti dal liceo artistico per proseguire all’accademia di belle arti. L’interesse per la pasticceria e i lievitati, in particolare la pizza, si sono sviluppate nel tempo grazie all’attività di famiglia e alla conoscenza con professionisti del settore che mi hanno trasmesso la loro passione.

Hai frequentato corsi professionali o scolastici in cui hai imparato a cucinare?

La passione crescente mi ha portata a frequentare parecchi corsi di formazione e tuttora continuo ad aggiornarmi e a studiare. I più significativi per la mia crescita sono stati “panettone e grandi lievitati” con il maestro Giorilli e “l’università della pizza” al Mulino Quaglia. Mi hanno permesso di capire la strada da percorrere.

Chi è il tuo guru della cucina, da cui trai ispirazione?

In realtà non ne ho uno in particolare. Seguo Luca Montersino per il suo essere trasversale in tutti i campi dell’ambito della cucina. Renato Bosco e Gabriele Bonci per quanto riguarda la pizza, diverse ottiche e concezioni per arrivare all’eccellenza del prodotto. Cedric Grolet in pasticceria ma anche Nicholas Bacheyre, Emmanuele Forcone e Iginio Massari.

Consiglieresti questa professione, anche se comporta sacrifici?

Credo che come ogni scelta vada fatta con il cuore, devi sentirlo dentro di te! Questa è la strada che voglio percorrere, che sento adatta a me. Difficoltà e gratificazioni comprese.

Parlando di dolci: sei una tradizionalista o segui anche l’onda del momento, ovvero ricette adatte a intolleranti, vegani, senza burro, senza uova, senza glutine?Credo che attualmente la pasticceria stia andando oltre. L’era dei “senza” è superata. Ora, a mio avviso, si punta ad abbassare la quantità di zucchero all’interno delle ricette. Si sperimentano dessert alle verdure, al tartufo, Si prediligono i contrasti, sale alla ribalta il gusto acido. È un’evoluzione continua.

Ci lasci una tua ricetta?

Certo, la mia Sbrisolona Mantovana!

INGREDIENTI:

  • 400 grammi di farina debole
  • 400 grammi di farina gialla di storo (farina di mais)
  • 6 g. di sale
  • 10 g. di lievito baking
  • 400 g. di zucchero semolato
  • 400 g. di burro fresco a dadini
  • 2 bacche di vaniglia
  • 110 g. di tuorli
  • 400 g. di mandorle con buccia ( intere e a pezzi)

PROCEDIMENTO:

Impastate il burro freddo a dadini con le farine e la polpa della vaniglia, inserite zucchero, sale e lievito, quindi gradualmente i tuorli sino ad ottenere la consistenza desiderata. Inserite a mano le mandorle a pezzi. Disponete l’impasto sbriciolato all’interno delle tortiere e sistemate le mandorle intere sulla superficie della torta. Cuocete a 170° per 20 minuti, poi a 140° per altri 40 minuti e infine altri 30 minuti a 100°.

Tortine al triplo cioccolato (senza glutine)

Tempo: 45 minuti

La tristezza mi ha sempre ispirato nuove ricette in cucina. Impastare e creare è il mio toccasana per scacciare dalla testa pensieri negativi e guardare avanti. Questa settimana ho perso la mia nonna paterna e nei momenti bui anche il cibo può darti conforto.

Ecco allora le mie tortine super cioccolatose, super golose e.. attenzione… creano dipendenza!

INGREDIENTI per 12 tortine:

  • 250 grammi di farina di riso (2 bicchieri)
  • 150 grammi di cioccolato fondente
  • 3 cucchiai di cacao amaro
  • 2 manciate di gocce di cioccolato
  • 2 uova
  • 50 grammi di burro
  • 3 cucchiai di olio di riso
  • 4 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 bustina di lievito vanigliato

PROCEDIMENTO:

Sbattete le uova con lo zucchero, aggiungete l’olio formando una crema liscia. Nel frattempo sciogliete a bagnomaria il cioccolato con il burro. Aggiungete la farina alla crema e, una volta amalgamato il tutto, unite il cioccolato sciolto con il burro, il cacao amaro e le gocce di cioccolato.

Versate in stampini per muffin o mini tortine e cuocete a 180 gradi per 20/25 minuti.

Serviti leggermente riscaldati… una bomba!!

Cheesecake alla cannella e cachi (senza burro)

Tempo: 1 ora

I miei nonni hanno da sempre una pianta di cachi in giardino. Da bambina aiutavo la nonna a raccoglierli e, se non erano ancora maturi, li mettevamo insieme alle mele. Che bei ricordi…

La mia cheesecake in versione autunnale è senza burro: l’ olio di cocco è un ottimo sostituito e renderà la base decisamente più leggera. Per la crema ho utilizzato ricotta, Philadelphia senza lattosio, ma se non avete intolleranze potete ovviamente usare quelle classiche.

INGREDIENTI per la base:

  • 400 grammi di biscotti digestive (o turco Galbusera)
  • 6 cucchiai di olio di cocco sciolto

INGREDIENTI per la crema:

  • 2 uova
  • 200 grammi di Philadelphia sl
  • 200 grammi di ricotta sl
  • 1 yogurt bianco senza lattosio o vegetale
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • 2 cucchiai di cannella in polvere

INGREDIENTI per la farcitura:

  • 2 cachi maturi
  • Un cucchiaio di miele
  • Gelatina spray

PROCEDIMENTO:

Frullate i biscotti e unite l’ olio di cocco formando un composto omogeneo. Trasferite in una tortiera (mi raccomando la carta forno) e livellate. Lasciate in freezer per 15 minuti e nel frattempo unite la ricotta, Philadelphia e yogurt alle uova e zucchero mescolando con energia per evitare i grumi. Aggiungete la cannella e trasferite la crema sulla base ben fredda. Cuocete in forno per 30 minuti (finché la crema non sarà dorata) a 180 gradi. Preparare la farcitura è molto semplice: frullate i cachi con il miele e spalmate sulla torta non troppo caldo. Spruzzate abbondante gelatina in spray e servite dopo averla lasciata un paio di ore in frigorifero.

Buon lavoro! 🙂

Dove mangiare a Londra

Chi ha detto che la cucina inglese è banale e noiosa? Io il “british food” l’ho adorato! 

Distogliamo lo sguardo dallo stereotipo del fish & chips, un piatto comunque molto diffuso in tutta la nazione, ma che non caratterizza profondamente le tradizioni alimentari inglesi. Arrosti, brasati, stufati di carne accompagnati da verdure e patate sono la base di una tradizione culinaria apprezzata in tutto il mondo. La carne utilizzata per la preparazione dei piatti è quella comune di maiale, agnello, pollo o manzo, ma anche cervo, daino e capriolo. 

Tra i piatti inglesi questi sono i miei preferiti:

– Arrosto della domenica (Roast sunday), composto da carne di manzo, vitello o pollo cotta per molte ore e servita con patate;

– Crown Roast Lamb, piatto composto da arrosto di agnello, pangrattato, mele, cipolle, sedano e limone;

– Likky Pie Leeks, carne di maiale e panna cotti al forno in pasta sfoglia (una delizia!); 

-Fish and chips, merluzzo impanato e fritto accompagnato da patatine.

Passiamo alle tradizioni, anch’esse imperdibili:

– English Breakfast, la colazione inglese, dove le uova sono le regine, abbinate spesso a salmone, salsa al burro, pane tostato, funghi, salsicce, bacon e formaggio;

– Afternoon Tea (il famoso te delle 5), accompagnato da dolcetti e sandwich è una merenda ricca di tradizione;

– Christmas Pudding, un dolce tipico natalizio ricco di spezie, uvetta , miele e mandorle;

– “Aperitivo inglese”, in realtà a Londra non esiste il concetto di aperitivo come lo intendiamo in Italia: ci si ritrova semplicemente nei pub e si beve birra o vino senza un orario preciso . E gli stuzzichini si pagano a parte!

Ma dove mangiare a Londra? Questi sono i posticini che ho provato e che ho adorato:

  • SUSHISAMBA CITY: in zona Liverpool Street, al 38esimo piano della Hero Tower, un modaiolo ristorante giapponese con ispirazione brasiliana, che vanta una vista pazzesca sulla città. Un po’ turistico (sicuramente ho mangiato sushi migliori), ma avere Londra ai propri piedi non ha prezzo! Consiglio la prenotazione almeno un mese prima. Prezzo medio per gli standard londinesi. 
  • CHENESTON’S RESTAURANT: all’interno dell’hotel a 5 stelle The Milestone, un ristorante che mi ha lasciata senza fiato. Un tuffo nel passato della Londra di inizio secolo. La tavola imbandita in stile vittoriano e un “butler” (maggiordomo) per ogni tavolo sono stati il contorno per una cena estasiante. Cucina inglese pura, con piatti tipici e una qualità eccellente. A discrezione dello chef potreste anche trovare il già citato “sunday roast”. Consiglio il “Braised haunch of Venison Croquette” (involtino di cervo brasato con purè di cipolle) e lo “Slow braised feather blade o f beef (guancia di vitello a cottura lenta). 
  • HARWOOD ARMS: non ci crederete ma questo Pub ha una stella Michelin! Ero molto curiosa di provare piatti stellati in un ambiente che non fosse il solito ristorante formale e “ leccato” . Un locale giovane e allegro che si rispecchia nei suoi piatti tradizionali, ma rivisitati in modo semplice. Qui potrete assaggiare il Likky Pie Leeks e concludere con una Tarte Tatin buonissima!
  • IVY CHELSEA GARDEN: un luogo incantevole in uno dei quartieri più eleganti della città. Instagrammabile e curato in ogni dettaglio. Io ho provato la colazione (è aperto tutto il giorno fino a cena) e dalle varie proposte del menù ho scelto l’“English breakfast Vegetariana”, a base di uova in camicia, fagioli, avocado, formaggio alla piastra, funghi, tortino di patate e pomodori, accompagnato da una squisita salsa al burro e pane tostato. Diciamo che alle 9 di mattina, la vista dei fagioli mi ha un attimo messa in difficoltà, ma come si dice.. moglie e buoi dei paesi tuoi? Alle tradizioni non si comanda!
  • POPPIE’S: Tradizionale locale di fish and chips. Essendo una catena ce ne sono diversi in tutta la città, Io ho provato quello in Hanbury Street, vicino alla stazione di Liverpool Street. Location molto vivace e spiritosa, arredata con oggetti anni ‘50. Porzioni abbondanti e numerose tapas da poter abbinare al famoso piatto di pesce e patate. La qualità del pesce è buona e il fritto non invadente.
  • SKETCH: Meraviglioso locale pop, chic e di grande impatto. Sono 5 sale, ognuna con un arredamento diverso ispirato al cibo, all’ arte e alla musica. Aperto dalla colazione alla cena e vanta 2 stelle Michelin. Anche solo per un drink ne vale davvero la pena!

Bye bye!

Trattorie a Brescia dove mangiare tipico

  • Trattoria al Fontanone (via dei Musei 47/a): in una delle vie più belle del centro della città, questa trattoria serve piatti tipici della tradizione bresciana e non. Location semplice ma curata, personale preciso e cortese e buon rapporto qualità prezzo. Consigliato il manzo all’olio, una prelibatezza!
  • Osteria del Savio (via Giovanni Piamarta 1): la classica osteria solo nel nome. Ho adorato i suoi interni e la raffinatezza dei suoi arredi, compresi alcuni resti romani. Cucina tipica ma rivisitata al punto giusto, senza strafare. Ottimi gli antipasti misti e carni con tagli di qualità. Prezzo adeguato alla qualità dei prodotti.
  • Trattoria Gasparo (via Gasparo da Salò 24): ruspante e bucolica in pieno centro storico. Consigliata per il pranzo della domenica, se si ha voglia di piatti cucinati come li preparava la nonna. Poche pretese: godersi l’ambiente e fare la scarpetta!
  • I Du de la contrada (Contrada del Carmine 18/b): se chiedi ad un bresciano dove mangiare tipico in città ti consiglierà sicuramente questo locale in zona Carmine. Semplice, con sedie in legno e menù scritto su una grande lavagna, è uno di quei posti dove ti alzi soddisfatto con il portafoglio ancora ben pieno. Menù che varia a seconda della stagione. Ottima la guancia ripiena.
  • Trattoria Nuovo Nando (via Amba d’Oro 119): la tartare qui è la regina. Preparata al momento è un antipasto assolutamente da non perdere. Ottimi i risotti, soprattutto quello al Teroldego rotaliano con sua riduzione, e pazzesca la Fiorentina, di una qualità eccelsa. Prezzo sopra la media, ma ottimo paragonato alla qualità dei prodotti.
  • Trattoria Porteri (via Trento 52): decisamente un’istituzione per i bresciani, uno dei miei posticini preferiti in città: romantico e profumato di belle domeniche in famiglia. Una passione che ha coinvolto due generazioni (fatevi raccontare la storia dal signor Porteri, di quando suo padre aprii la bottega, lui è uno spettacolo!). Nello stesso locale è presente la salumeria Porteri, che delizia i propri clienti con prodotti di altissima qualità del territorio fin dal 1875. Consigliati il manzo all’olio e la guancia di cinghiale. Ottimo rapporto qualità prezzo.
  • Osteria la colonna (Contrada del Mangano 8): intimo locale nascosto in una zona del centro della città, poco battuta ma molto “ vera”. Cucina casereccia fatta di piatti tradizionali e semplici, preparati seguendo le ricette delle nonne. Casoncelli al burro versato e arrotolato di pollo ripieno consigliati. Buon rapporto qualità prezzo.
  • Creminati (via della Valle 10): sono particolarmente legata a questo locale, perché è stato il protagonista del primo articolo della mia rubrica enogastronomica. Lo scelsi per la sua attenzione alla stagionalità dei prodotti e del menù, che di conseguenza cambiava continuamente. Gastronomia a vista con vendita di prodotti di alta qualità, e il signor Creminati che si aggira tra i tavoli con fare amorevole. Prezzo medio alto, ma giusto.

Muffin alle pere e gocce di cioccolato

Tempo: 50 minuti

Vabbè le pere e il cioccolato… che coppia meravigliosa. I miei muffin senza glutine e senza burro sono leggerissimi, ma di una golosità pazzesca. Soffici e profumati si conservano per 3/4 giorni sotto una campana di vetro e si adattano alla colazione o ad un afternoon tea.

Provateli!

Ingredienti (per 12 muffin):

  • 4 pere williams
  • 50 grammi di gocce al cioccolato fondente
  • 2 uova
  • 4 cucchiai di acqua
  • 3/4 cucchiai di zucchero (80/100 grammi)
  • 1/3 bicchiere di olio di riso
  • 1 yogurt bianco (anche senza lattosio)
  • 250 grammi di farina di riso (2 bicchieri rasi)
  • 1 bustina di lievito
  • Zucchero a velo qb

Procedimento:

Sbattete le uova con lo zucchero e l’olio formando un composto spumoso. Aggiungete quindi lo yogurt e la farina setacciata. Mescolate aggiungendo l’acqua pian piano e il lievito. Una volta formato un composto liscio e omogeneo, incorporate le pere sbucciate fatte a pezzetti e le gocce. Riempite gli stampini per muffin e infornate a 170 gradi per 35 minuti.

Una volta raffreddati cospargete con zucchero a velo e… assaggiate! 🙂