Due giorni a Berlino

Agosto e un weekend nella capitale tedesca: il Muro, la porta di Brandeburgo, Alexanderplatz, una città vivace, animata, culturalmente stimolante e al secondo posto come metropoli più popolosa dell’Unione Europea con una forte immigrazione, in costante crescita. Proprio per questo anche l’aspetto enogastronomico si rivela poliedrico e multiculturale, capace di soddisfare ogni palato.

Ho scelto nelle mie cene berlinesi due locali in netto contrasto tra loro, per sottolineare come la tradizione che ogni essere umano ha nel cuore e nell’anima si manifesti soprattutto a tavola.

Il primo l’ho scoperto per caso, girovagando affamata dopo una mattinata tra musei e divertenti scorribande in monopattino (a Berlino ci si muove in modo alternativo!), nel quartiere Mitte: il graziosissimo QN Vegan Living ha subito attirato la mia attenzione con la sua proposta di cucina vegana vietnamita, in un ambiente accogliente e dagli arredi sud-asiatici.

Menù ampio con una corposa proposta di antipasti e portate principali: per iniziare opto per una nuvola di tofu ripiena di verdure e riso, delicata e gustosa, e a seguire un piatto di alga marinata ripiena di tofu su letto di germogli di soia e riso e gli immancabili noodle con tofu e verdure: il primo un tripudio di sapori travolgenti, il secondo semplice ma ben equilibrato nel gusto. Portate abbondanti e ottimo rapporto qualità prezzo.

Tra stinco di maiale, currywurst (la salsiccia insaporita con curry e ketchup), la schnitzel (la famosa cotoletta) e fiumi di birra, la cultura enogastronomica berlinese è decisamente votata alla carne, la regina delle ricette della nonna, che vengono tramandate da generazioni e generazioni.

Il secondo ristorante è quindi legato strettamente alla cultura tedesca: il Marjellchen è un locale romantico e caldo, dove passeresti la vigilia di Natale con la famiglia mentre fuori nevica.

Essendo di influenza prussiana, il menù offre – oltre ai piatti tradizionali – anche portate di selvaggina quali anatra e oca. Come antipasto opto per un petto d’oca di Pomerania bagnato con salsa di mirtilli e panna acida: gustata con il pane fatto in casa proposto è uno spettacolo. La portata principale prevede invece anatra arrosto con salsa dolce al miele e patata schiacciata stufata: sapori semplici, ma meravigliosi. Il tutto annaffiato da un buon Riesling della casa.

Porzioni più che soddisfacenti e conto appropriato, il tutto condito dalla simpatia dei proprietari che mi hanno fatto sorridere e sentire a mio agio con le loro allegre barzellette.

Se volete visitare il Bunker di Hitler (consigliatissimo) e siete nei paraggi per l’ora di pranzo fermatevi al Mabuhay Berlin-Indonesian Restaurant , spartano ed economico , potrete godervi ottimi piatti autentici indonesiani, in un locale fuori dai giri turistici e frequantato soprattutto da tedeschi in pausa pranzo.

Per un pranzo veloce o una cena all’insegna dello street-food, non si può infine lasciare Berlino senza aver mangiato almeno un Doner Kebab (il panino) o un Durum Kebab (sorta di piadina). Leggenda narra che il primo kebab sia stato creato proprio nella capitale tedesca nel 1972, dal turco Kadir Nurman. Si ha la possibilità di scegliere tra innumerevoli locali girando per la città, ma se volete andare sul sicuro Mustafa’s Gemuse Kebab sicuramente non vi deluderà: è stato eletto come il più buono della città, e serve anche una versione vegetariana della celebre specialità. 

E prima di una cena nella capitale tedesca non vogliamo farcelo un aperitivino? per una vista sulla città Il Monkey Bar è un Rooftop modaiolo e animato dove sorseggiare ottimi cocktail o bicchieri di Riesling (abbondantissimi!!). Se siete in zona Pergamonmuseum (mi raccomando comprate i biglietti online perché la fila è pazzesca) fermatevi sulle sdraio in riva al fiume e ordinate una birra o un cocktail strampalato a base di Rum o Vodka.

Pubblicato da valentinarasoli

Mi chiamo Valentina, le passioni della mia vita sono il cibo, i viaggi e l'eleganza in ogni sua forma. Cucinare mi rende felice, così come mangiare e scoprire nuovi posticini per assaggiare ogni tipologia di cucina. Viaggiare per me è come un'avventura, un'esperienza. Ogni cultura è un patrimonio che va scoperto e approfondito, soprattutto quello enogastronomico. Adoro i prodotti del territorio, e le tradizioni legate ad ogni piatto. Sono un'esteta, e adoro tutto ciò che mi fa brillare gli occhi. Sono laureata in giurisprudenza, anche se non è stata la mia strada; mi occupo di marketing per una nota azienda di prodotti alimentari. Scrivo su Ready, una rivista di cultura ecologica, dove curo una mia rubrica dal nome "Food&TheCity".

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